Foto gallery: l'interno
Benvenuto sul sito: "Strada del Vino del Cilento" ...
alla scoperta della cultura, tradizioni, cucina e vini.
Resterai incantato dalla bellezza dei luoghi
e dall'ospitalità dei cilentani!
Foto gallery: il mare
> Enoteche e Cantine
-------------------
> Dove Mangiare
--------------------
> Dove Dormire
-------------------
> Eventi Culturali
---------------------
> Ricette Cilentane
----------
> Guide
Il Cilento si presenta ad un viaggiatore attento come un ambiente in cui il confine fra mito, storia e paesaggio si stempera e si confonde. Se il viaggiatore giunge dal mare le spiagge e le scogliere, le falesie e le grotte si confondono con il verde degli ulivi e della macchia, se invece arriva in treno o in auto, entra attraverso piccoli borghi incuneati nelle strette valli fluviali, o costeggiando le spiagge di Paestum.
Ancora oggi i miti si confondono con le certezze della storia a dare anima e nobiltà ad un paesaggio eccezionale, vario e movimentato: Palinuro ed Enea, Ercole e i Vastasi (giganti del monte della Stella), l'arcangelo Michele e i dolmen di San Mauro Cilento, la sirena Leucosia, sepolta, si racconta, nei pressi di Castellabate, Agropoli con la sua parte alta Acropolis.
Lo stesso toponimo è avvolto nel mistero. Oggetto di contrapposte analisi filologiche, le tesi più accreditate giungono anche a mettere in dubbio la più accorsata interpretazione di Cilento = cis-Alentum ''al di qua dell'Alento'', giacché qualcuno avanza l'ipotesi che il nome Cilento derivi dal greco bizantino Cyr-Alynthos ''città che domina l'Alento''. In ogni caso un mondo visto da una parte precisa dell'Alento, quello di chi da Roma o da Cava de' Tirreni era da qua dell'Alento, per significare che quello era il confine.
Il Cilento, denominato Enotria da Erodoto, Plinio e Stefano di Bisanzio, fu occupato dai Lucani nella parte collinare e montuosa; la costa fu invece interessata alla colonizzazione greca, della quale Posidonia/Paestum ed Elea/Velia hanno tramandato testimonianze significative. Mentre Velia resisterà alla pressione lucana, Paestum ne subirà l'occupazione e l'inculturamento.
Con la conquista romana il territorio a sud del Sele, distinto dalla Campania, e denominato Lucania, fu incluso nella tertia regio augustea. Il passaggio dei Visigoti di Alarico e dei Vandali di Genserico procurarono effetti negativi sulla popolazione e sulle attività, in parte ripresi sotto i sovrani ostrogoti. I bizantini ed i saraceni crearono nel Cilento delle teste di ponte per contrastare i longobardi, che alla fine se ne assicurarono il possesso.
In epoca moderna il Cilento ha riassunto i termini del più ampio gastaldato longobardo di Lucania, con un territorio compreso fra il fiume Sele a nord, il displuviale del Vallo di Diano ad est, i fiumi Casaletto e Bussento a sud, il Tirreno ad ovest.
Il Cilento è soprattutto colline e montagne, se del paesaggio non facessero parte piccole piane costiere ed il Vallo di Diano, una grande pianura interna, un tempo occupata da un lago, oggi scomparso. Frastagliati i rilievi e continuo il susseguirsi di dorsali montuose: alcune con versanti ripidi e scoscesi, e colline rotondeggianti, variamente orientate, ed incise da un fitto reticolo idrografico. Un territorio ricco di contrasti, dove l'altimetria passa alquanto velocemente dalle sabbiose coste ai quasi duemila metri (1.899, per l'esattezza) del monte Cervati, e delle altre cime: il monte Alburno (1.742 metri), il monte Gelbison (1.705 metri), concentrate verso l'interno, e il monte Bulgheria (1.224 metri) e il monte della Stella (1.130 metri), isolate, che scendono verso il mare creando suggestive coste alte e rocciose.
Il Cilento è drenato da pochi bacini idrografici: l'Alento, il Lambro e Mingardo, il Solofrone, il Testene, la Fiumarella, il Bussento verso il Tirreno, il Calore, il Sammaro ed il Tanagro verso il Sele.
Circa ottanta chilometri di costa che regalano lunghe strisce di spiagge, alla foce dei principali corsi d'acqua, l'Alento e il Mingardo, scogliere e falesie anche spettacolari come Punta Tresino vicino Agropoli, protetta anche in mare da una zona di tutela biologica, di Punta Licosa, delle Ripe Rosse di Montecorice e soprattutto della Costa degli Infreschi.
Foto gallery: monumenti e natura